Il territorio

Il Veneto e la sicurezza informatica: come siamo messi davvero

Nel giugno 2026, a Palazzo Bonin Longare a Vicenza, è stato presentato il rapporto Cyber Index PMI dedicato al Veneto — Confindustria e Generali, con gli Osservatori del Politecnico di Milano e l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Dice una cosa scomoda: siamo fra le regioni più digitalizzate d'Italia e fra le meno preparate a difendere quel digitale.

Il numero da cui partire: 50 su 100

L'indice misura da 0 a 100 quanto un'impresa è matura nel gestire il rischio informatico. Il Veneto si ferma a 50, sotto la media nazionale di 55. Non è una bocciatura e non è un dettaglio da statistici: significa che l'impresa veneta media ha comprato tecnologia più in fretta di quanto abbia imparato a proteggerla. Il 98% delle imprese venete usa strumenti digitali per lavorare, e il 26% — più di una su quattro — ha subito una violazione nei tre anni precedenti.

Dove si perdono i punti

• Approccio strategico, 57 su 100: la sicurezza è riconosciuta come un tema, ma raramente entra nelle decisioni di chi guida l'azienda.

• Attuazione, 54 su 100: gli strumenti spesso ci sono — firewall, antivirus, backup — ma installati una volta e poi lasciati lì.

• Identificazione del rischio, 40 su 100: è il punto più basso. Vuol dire non sapere quali dati e quali sistemi sono davvero critici, e quindi non sapere da dove cominciare.

• Nella classifica per maturità solo l'11% delle imprese venete risulta «matura»; il 47% è «informata», cioè sa che il problema esiste, e il 19% è ancora al livello di partenza.

Perché qui il conto è più salato che altrove

Il Veneto lavora per distretti e per filiere: la concia ad Arzignano, meccanica e tessile nella Valle dell'Agno, macchine e componentistica fra Schio, Thiene e Montecchio. In una filiera un fermo non resta dentro un capannone: se si blocca chi fornisce, si blocca chi assembla, e la commessa salta a valle. È anche il motivo per cui da qualche tempo i committenti hanno cominciato a chiedere ai fornitori come sono messi con la sicurezza — non a voce, ma con questionari scritti che qualcuno deve compilare.

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Il dato che smonta l'alibi più comune. «Siamo piccoli, non interessiamo a nessuno.» Gli attacchi che colpiscono le piccole imprese quasi mai scelgono il bersaglio: sono automatici, cercano una porta aperta e la trovano dove nessuno la controlla. Quel 26% di imprese venete colpite non è fatto di aziende sfortunate: è fatto di aziende raggiungibili.

Come lo facciamo noi

Partiamo dal punto più basso dell'indice, l'identificazione del rischio: mettere per iscritto quali sistemi e quali dati fermano l'azienda se si fermano loro. Da lì si decide che cosa proteggere per primo, invece di comprare strumenti a caso. Poi viene la parte concreta — firewall, accessi, backup verificati, aggiornamenti, formazione delle persone — e la documentazione che serve quando un cliente chiede evidenze. Lavoriamo con le aziende di Valdagno, Schio, Arzignano, Montecchio e provincia di Vicenza: il primo confronto è gratuito.

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