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Pillole di informatica · Sicurezza · 3 minuti
La maggior parte degli attacchi informatici alle piccole aziende comincia con una mail. Ecco i controlli rapidi da fare prima di cliccare, e che cosa fare se il clic è già partito.
Sono mail — ma anche SMS o messaggi WhatsApp — costruiti per sembrare di un mittente fidato: la banca, un corriere, un fornitore. Lo scopo è convincerti a cliccare un link, aprire un allegato o “confermare” una password. Non serve essere ingenui per cascarci: sono fatti apposta per ingannare chi ha fretta.
• Il mittente vero: guarda l'indirizzo completo, non il nome visualizzato. “Intesa Sanpaolo ‹rossi81@gmail.com›” non è la tua banca.
• Il link, senza cliccarlo: passaci sopra col mouse — o tieni premuto sul telefono — e leggi dove porta davvero.
• L'urgenza: “il tuo account sarà bloccato entro 24 ore” è il trucco più vecchio che ci sia. La fretta è la loro alleata.
• La richiesta: nessuna banca, corriere o ente chiede password o dati della carta via mail. Mai.
Niente panico, ma niente attese: cambia subito la password di quell'account — e ovunque usavi la stessa —, avvisa chi gestisce la vostra informatica e, se hai inserito dati di pagamento, chiama la banca. Prima si interviene, meno danni fa.
Leggi anche: il firewall in azienda →La regola d'oro: se una mail ti chiede di fare qualcosa in fretta con soldi o password, fermati e verifica per un'altra strada. Una telefonata al numero che conosci già vale più di qualsiasi antivirus.
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